Mali
Stato
Il Mali è uno stato di 1.240.142 km² la sua popolazione è stimata a circa 21 milioni di abitanti secondo le ultime statistiche del 2019 (populationdata.net), la sua capitale è Bamako. Il Mali fa parte dell'Africa occidentale ed è situato all'interno e senza sbocchi sul mare.
Il Mali confina a nord con l'Algeria, ad est con il Niger, a sud con il Burkina Faso e la Costa d'Avorio, a sud-ovest con la Guinea e ad ovest con il Senegal e la Mauritania.
Il suo territorio, per la maggior parte pianeggiante, è costituito al nord da deserto e al sud da savana. Il Mali è uno dei paesi più poveri al mondo secondo l’indice dello sviluppo umano del programma delle Nazioni Uniti per lo sviluppo (PNUD)  nel 2019 occupa la 184esima posizione su 189 paesi, e la maggior parte della popolazione - il 77% - vive con meno di due dollari al giorno. La mortalità infantile è altissima, ma nonostante ciò, quasi metà della popolazione ha meno di 15 anni: basti pensare che, con una media di oltre 7 figli per donna, il Mali ha il secondo tasso di fertilità più alto del mondo. Le malattie endemiche complicano decisamente la situazione: secondo il Ministero della Salute ogni anno circa il 17% della popolazione viene colpito dalla malaria; anche il colera e la tubercolosi hanno un’incidenza molto alta, mentre l’HIV ha un tasso di diffusione relativamente basso rispetto al resto dell’Africa.  
L'economia è prevalentemente agricola e i raccolti dipendono quasi interamente dall'irrigazione e dalle piene stagionali del fiume Niger e dei suoi affluenti. La coltivazione di generi destinati al fabbisogno alimentare occupa circa 86% della popolazione attiva; le colture principali sono il miglio, il riso, il sorgo, il maïs, le arachidi, il cotone e la canna da zucchero.
La popolazione del nord è indirizzata soprattutto all’allevamento estensivo e transumante di copiosi greggi che popolano tutta la fascia del Sahel; lungo il corso del fiume Niger, la pesca è una delle attività più praticate assieme all’orticoltura: la pianura alluvionale del delta del Niger, durante la stagione invernale (settembre-dicembre) diventa una vera e propria risorsa irrigua. Da settembre a febbraio il Niger costituisce un canale di navigazione che taglia il paese da sud-ovest a nord-est, favorendo scambi commerciali di ogni tipo. Inoltre, la pesca viene effettuata solo sul fiume Niger, visto che il Mali è privo di sbocchi sul mare, ed è destinato esclusivamente all'autoconsumo della popolazione.
Da ricordare che il Mali possiede enormi giacimenti di fosfati, oro, uranio, ferro, bauxite, manganese e sale poco sfruttati per mancanza di infrastrutture adeguate oltre ai diamanti che si trovano nel sud-ovest del paese.
La sua forte crescita demografica (con un tasso di fertilità di 6,3 bambini per donna nel 2018) e i cambiamenti climatici rappresentano rischi significativi per l'agricoltura e la sicurezza alimentare del paese.
Dal 2012 il Mali è confrontato con una pesante crisi securitaria dovuta alle conseguenze economiche e umanitarie.
Ibrahim Boubacar Keita (IBK) è diventato presidente del Mali nel settembre 2013, IBK intendeva restaurare il dialogo e la riconciliazione tra le popolazioni e le diverse fazioni, tuttavia questa stabilità governativa non è stata raggiunta, come dimostra l’avvicendamento di cinque primi ministri in Mali dal 2013 e i massacri compiuti ai danni della popolazione civile.
Inoltre, numerosi accordi di pace con diversi gruppi non hanno portato a nessun resultato.
IBK è stato rieletto nel 2018.
Dal 2018 la situazione del paese è peggiorata a causa della moltitudine di conflitti intercomunitari, principalmente nel centro del paese, che hanno causato la morte di centinaia di civili e migliaia di persone cacciate dalle loro case. Questi conflitti si aggiungono ai frequenti attacchi terroristici di gruppi jihadisti provocando diversi morti, sfollati e immigrati. Il governo non riesce a riprendere il controllo sul suo vasto territorio e proteggere le popolazioni civili malgrado gli aiuti delle diverse forze armate straniere.
Il conflitto interetnico in Mali è basato sul furto del bestiame, i saccheggi dei raccolti, i massacri e gli incendi di villaggi interi da parte dei Fulani, chiamati anche Peuhl, contro i Dogon e viceversa. Ogni comunità accusa l’altra per questi abusi e massacri.  Si tratta di una lotta per le poche risorse; i Peuhl sono allevatori nomadi e i Dogon sono sedentari dediti all’agricoltura.
La situazione umanitaria è precaria:
Nel 2019 2,3 milioni di persone sono state prese in carico dai partner umanitari
  • Il tasso di malnutrizione acuta rimane grave nel nord del paese;
  • Nel nord il 25% dei centri sanitari non è funzionante;
  • Menaka, Kidal e Mopti hanno i più alti tassi di chiusura scolastica;
  • Il numero di sfollati interni continua ad aumentare;
  • Un civile su tre è vittima di esplosioni.


Progetti Conclusi

Comitato locale

Dr Malick Traore Medico Rappresentante AOREP Sezione Mali
Maitre Amadou Ongoiba Responsabile dei progetti
Mme Maimouna Maiga Contabile, gestione finanze
Dr Amadou O. Traore Veterinario, responsabile eventi
Mme Djeneba Ongoiba Sociologa, responsabile monitoraggio progetti
Souleymane Y. Sidibe Maitrise Informatico, responsabile comunicazione
Dr Candide Kounde  Coordinatore progetti sanitari
Grazie per la donazione
Crédit Suisse, Lugano, Svizzera

CHF: BIC: CRESCHZZ80A, No Clearing: 4835,
IBAN: CH87 0483 5048 37 46 5100 0

EUR: BIC: CRESCHZZ80A, No Clearing: 4835,
IBAN: CH53 0483 5048 37 46 5200 0
GRAZIE PER
LA DONAZIONE
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